Poi che l' occhio non può, come il pensiero,
spiegar le penne, e rivedervi ognora,
o de' miei chiari dì candida aurora,
senza cui alcun ben non bramo o spero,
questo, come compagno e messaggiero
di quel gentil desio che m' inamora,
vien lieto a be' vostr' occhi d' ora in ora,
più ch' augello veloce, e più leggero:
accoglietelo voi con quello affetto
che si conviene, e dite: Ah, perché tolto
m' è 'l riveder colui ch' a me t' invia?
Perché come 'l pensier non veggio 'l volto?
Ma poi che di destin solo è diffetto,
tu meco alberga almen ne l' alma mia.