Quanta invidia ti porto, o bel terreno
dove Sebeto con le lucid' onde
bagnando le sue rive alme e feconde
porta il picciol tributo al gran Tirreno!
Tu, di fiori e di frutti ornato il seno,
di non viste ricchezze orni le sponde;
il Ciel in te cortese e largo infonde
de' suoi dolci diletti il grembo pieno.
In te splende quel sol lucente e vivo
senza 'l cui lume oscura notte eterna
hanno quest' occhi lagrimosi e rei;
io fra quest' ermi monti ov' ognor verna,
del bene onde tu abondi ignudo e privo,
sfogo in voci dogliose i dolor miei.