Superbo colle, che col manco corno
miri del chiaro Liri ogni pendice,
col destro del Troian l' alta nutrice
starsi nel monte del suo nome adorno,
ben t' invidiano i sette a cui d' intorno
alzò le mura la città felice,
altera già del mondo vincitrice,
or ombra sol di così lieto giorno:
tu accogli in grembo il maggior nostro onore,
la più rara bellezza, il ben perfetto
albergo d' onestate e leggiadria.
Vago colle, celeste alto diletto
viva ognor teco, e nebbia oscura e ria
in te giamai non copra erbetta o fiore.