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1493–1569

55

Bernardo Tasso

Mentre io polisco e tergo del mio AMADIGI questa e quella parte, e d' altri carmi vergo l' apparecchiate carte

cantando amori e 'l gran furor di Marte, e fatti alti et egregi di valorosi invitti cavalieri, che di corone e pregi

s' ornar le chiome, e fieri con la spada acquistar Regni et Imperi, mentre col BADOARO, che non si può lodar quant' è ben degno

spirto sì illustre e chiaro, qui dove il loro Regno han le scienze e l' arti, ov' ogn' ingegno dotto e felice viene

a far onor a la Virtute e a Dio, di questo sommo bene cibo sovente anch' io l' affamato e digiuno desir mio,

in dolce e bel soggiorno voi, FENARUOLO mio, passate l' ore del caldo e lungo giorno col SILVIO, di cui il core

con laccio eterno a voi congiunse Amore, e col saggio e gentile e nobil NANI, la cui cortesia (s' ei pur non avrà a vile,

sì come indegna fia) fia un dì soggetto de la Musa mia. Ora in leggiadra schiera di graziose donne e di donzelle,

che da matino a sera da le luci alme e belle aventano d' Amor strali e quadrelle, con stil leggiadro et alto,

con cui di pari a quei famosi andate ch' io sublimo et essalto, dolcemente cantate la lor divina, angelica beltate;

talor di CONIGLIANO sui verdi e pinti colli, ove Natura sol per diletto umano pose ogni studio e cura

per vaghi e lieti farli oltre misura, mirate fra le sponde sparse di fior vermigli, bianchi e gialli il Montican con l' onde

di lucenti cristalli mormorando rigar le colte valli, mirate il colle Aprico e con le sue ricchezze il bel Fileto,

ove suol per antico infallibil decreto Bacco tornarsi trionfante e lieto, e per gli ameni colli

andar danzando co' suoi Coribanti d' uve dipinti e molli, e l' insane Baccanti, che saltando ad ognor gli vanno avanti

con le mostose chiome d' ellere e di corimbi inghirlandate, e cantando il suo nome fan le genti ivi nate

di preziosi vin ricche e beate; talor fuor da le vepri, da le riposte selve, in liete schiere ne fate uscir le lepri,

e le timide fiere fuggir avant' a voi snelle e leggiere. Ma non però vi prenda tanta vaghezza di questi diletti

che col dever contenda il senso e i vani affetti, tal che chi tanto v' ama invan v' aspetti: volete voi coi monti

cangiar quest' onde illustri e le lor Dive, che con le vaghe fronti fiorir fanno le rive e le cose fuggir noiose e schive?

A questo di virtute felice albergo ritornate omai, che se l' ore perdute non si ricovran mai,

certo che voi perduto avete assai. Tornate ove vi chiama questo coro gentil di spirti illustri a gloriosa fama,

onde mille e più lustri la gloria vostra il mondo orni et illustri.

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55 · Bernardo Tasso · Poetry Cove