Non di lieto soggiorno, né d' amata
e cara compagnia gentil piacere,
né risguardar in paventose schiere
timidi augei fuggir l' aquila irata;
non l' aria più serena e temperata
che non porta stagion, né udir d' altiere
onde dolce mormorio, a le mie fiere
e calde voglie dan fresc' ôra e grata;
sol quanto penso al bel lume soave
i' vivo, poscia come orribil ombra
son a me infesto, altrui noioso e grave;
ma mentre quel pensiero ogni altro sgombra
cosa non ho che dentro o fuor mi aggrave,
di sì strano diletto Amor m' ingombra.