Piangon le Muse, e voi, Vittoria, sete
sorda com' aspe a' suoi duri lamenti;
piangon del fonte l' acque alte e lucenti,
ove spengeste l' onorata sete;
piangono i lauri, a cui fera togliete
le lodi lor, per voi vive et ardenti;
né più con le tranquille onde correnti
porta Ippocrene le sue Ninfe liete;
spogliansi di Parnaso i sacri colli
del verde lor, de' fior vermigli e gialli,
quasi sdegnino ornar men degna fronte;
sospira Apollo, e co' begli occhi molli
spezza la dolce cetra, e turba il fonte,
tal che del suo dolor suonan le valli.