Come al fiorir del giovenetto aprile
ride la terra, e su le spalle erbose
mostran le spoglie i colli rugiadose,
già consumato il ghiaccio pigro e vile;
così dapoi che 'n questo stato umile
ti mandò Iddio, acanti, gigli e rose
sparge quella virtù che 'n te s' ascose,
quando scese dal Ciel l' alma gentile;
tal che nel mondo primavera eterna
fanno le lodi tue per tutto sparte
senza temer del freddo verno oltraggio;
e fin che girerà rota superna
vivrai ne le felici e dotte carte,
ch' avran de' fiori tuoi perpetuo maggio.