Mentre dal suo più bel sublime colle
scorge e sente Appennin l' Italia mesta,
che con lacero crin, con bruna vesta,
le voci del suo duol piangendo estolle,
e mira Marte andar superbo e folle
con l' impeto che suole atra tempesta,
che l' onde rompe, i legni apre et infesta,
et ogni campo far di sangue molle,
qui sotto l' ombra de la nobil pianta
che spande, a Giove sacra, i rami intorno
senza temer de l' armi ira o furore,
Gallo, di verde alloro il capo adorno,
del tuo saggio Signore i pregi canta,
sostegno sol de l' italico onore.