Questo per calle periglioso e torto
gran pelago del Mondo, orrido il seno,
e di Sirti e di Scille e mostri pieno,
solcato hai già, nocchier saggio et accorto,
e 'l cavo pino tuo cantando scorto,
quasi novo Arion, col canto meno
rendendo irato il mar, l' aere sereno
ancor ch' oscuro, al desiato porto.
Or l' onde e i venti adversi avendo a scherno,
con le facelle del tuo onor ardenti
mostra ad altri il camin che far conviensi,
e coi gran Toschi tuoi l' ore dispensi
in render grazie al Re sommo et eterno,
facendo a l' Armonia gli Angeli intenti.