Questa ch' al Ciel le verdi chiome stende
tenera pianta, a te cara e gradita,
a cui d' intorno fresca erba e fiorita,
quasi sparsa di gemme, ognor risplende,
fra le cui ombre un ruscellin discende
serpendo per un prato a la fuggita,
e col suo mormorare a bere invita
lo stanco pellegrin che 'l caldo offende,
o Febo, a te sia sacra; a te che pòi
tor fuor di mano a l' importuna morte
i corpi, e loro dar spirto e salute,
poscia che 'l gran Tornon, la cui virtute
con un perpetuo lume andrà fra noi,
debile et egro, hai reso e sano e forte.