Da qual vago splendore il lume avrete,
tenebrosi occhi miei, se il vostro sole
chi veste d' erbe i prati e di viole
copre di nubi, e le sue luci liete?
Di che soave cibo omai vivrete,
orecchi miei, se 'l suon de le parole
formate in ciel fra quelle sante scole
de l' alme care a Dio più non udrete?
Lasso, state rinchiusi e sordi ognora,
ché non vedrete mai Donna sì bella,
né udrete più sì saggie voci accorte,
sin che con lieta e graziosa stella
una felice e fortunata Aurora
in grembo a tanto ben non vi riporte.