Non può di reo destino oltraggio o torto,
Donna, tormi dal cuor l' obligo eterno,
u' come in duro acciar scolpito il porto,
sì che non n' uscirà forse in eterno;
prima a la state il ghiaccio, i fiori al verno
saranno cari, andran prima a diporto
i pesci per lo ciel, né più da l' orto
uscirà chi del giorno have il governo,
che mai quanto vi debbo e i merti vostri
possa, per accidenti o boni o rei
di quella instabil Dea, porre in oblio:
sacri saran, sì come un tempo ai Dei
gentili i tempi, a voi sempre il desio,
i miei pensier, le mie carte e gli inchiostri.