O specchio fin, non di cristallo frale
ma di lucida gemma d' oriente,
onde traspar de la divina mente
la bellezza invisibile, immortale,
s' affissar si potesse occhio mortale
nel tuo splendor, vedria visibilmente
la strada donde ogni beata gente
a quel verace ben s' inalza e sale;
ma quest' ardente, et è quello sì infermo
che ne la troppo luce s' abbarbaglia,
e fa a se stesso d' una nube schermo,
né potendo vedere onde si saglia,
se ne sta un breve spazio immoto e fermo
come ch' il lampo a mezza notte abbaglia.