Caro arbuscel, che col mio pianto aspergo,
e di cui le radici alme e sacrate
bagno sovente, per trovar pietate
al duol che 'n me tien voluntario albergo;
arbor, del qual cotante carte vergo
per farti conto a la futura etate,
porgi ombra a l' empie mie voglie infiammate,
per cui soccorso a te m' inalzo et ergo:
spiega i bei rami tuoi sovra 'l mio core,
che stanco omai di dimandar mercede
aspetta il suo prefixo, ultimo giorno;
non voler ch' una rara e pura fede
sia senza merto, e che di giorno in giorno
con l' audace desio cresca il dolore.