Alma gentil, dal cui bel raggio ardente
or si fa il terzo ciel vago e sereno,
che del divino amor chiusa nel seno
più d' altra chiara vivi, e più lucente,
volgi quell' alta et onorata mente,
ch' ebbe de' miei desiri in mano il freno,
qui dove di martir, d' angoscia pieno,
piango l' umane tue bellezze spente,
che mi vedrai in queste piagge assiso,
mirando in quella parte ove dimori,
chiamar il nome tuo solo e pensoso.
O anime gentil di Paradiso,
quanto v' invidio: che i miei dolci amori
voi possedete, et io vivo doglioso.