Cesano mio, quanto più dolce fora
a l' ombra de' sacrati e verdi allori,
ov' acquistar si ponno eterni onori,
co' chiari ingegni far dolce dimora,
che qui, dove trofei s' ergono ognora
a l' empia Morte, ove i men fieri orrori
son membra sparte, e tinti e molli i fiori
veder di sangue umano d' ora in ora:
quanto soave più di gigli e rose
spogliar di poesia l' antiche carte,
tessendo a l' altrui crin degna corona,
e del famoso monte d' Elicona
errando lieti per le valli ombrose,
sceglier del vero ben la meglior parte.