Troppo per tempo, o morte empia e predace,
hai aventato il tuo funereo strale,
per piagar con un colpo aspro e mortale
mill' alme che per lui speravan pace.
Uccidesti il Leon forte e pugnace
per far a tutta Italia un danno tale,
né so se un altro di virtute uguale
n' averà 'l mondo misero e fallace.
Quel ch' ha domato le rabbiose Sirti
e del superbo mar gli orridi mostri,
e fra Scilla e Cariddi ito è securo,
tu, morte, hai morto? Ahi, fato acerbo e duro!
quando mai fia fra tanti chiari spirti
un che ristorar possa i danni nostri?