Chiaro mio Sol, che i miei notturni orrori,
e le tenebre mie col vivo raggio
degli occhi allumi, ov' io imparai il viaggio
di gir securo agli amorosi errori,
scopri la fronte, e mostra di bei fiori
al nostro verno un dilettoso maggio;
tu vedi ben ch' or mi sollevo or caggio
tra speranze, desii, dubbi e timori:
movi l' aurato carro, e lieto torna
a far il tuo oriente in questi campi,
ove senza di te mai non s' aggiorna;
sì vedrem poi a' vivi accesi lampi
farsi degli occhi tuoi la Terra adorna,
e 'l cor gioir, benché più forte avampi.