Cresce, Lelio, ad ognor l' ira e l' orgoglio
di questo tempestoso e fiero verno
del mio destino, e vento umido eterno,
lasso, mi spinge a forza ov' ir non voglio.
L' onda s' inalza al Ciel del mio cordoglio,
che consiglio e ragion si prende a scherno,
e chi del legno mio siede al governo
teme d' urtar in qualche duro scoglio.
O fra tutti gli amici a me il più caro
e con pace d' ogn' altro il più fedele,
sempre un istesso in ogni mia fortuna,
pon la mano al timon, ch' arbori e vele
già spezza la tempesta orrida e bruna,
né contra lei trov' io schermo o riparo.