Gallo, cui Febo alti concetti inspira,
che quasi novo Orfeo col canto inenti
e mansueti fai tigri e serpenti,
e qual belva più sia crudele e dira,
a che più tardi omai, prendi la lira,
e con soavi et onorati accenti
acqueta la tempesta e i fieri venti,
e togli al lor furor l' orgoglio e l' ira;
la tempesta del duol che d' ora in ora
inalza il flutto ondoso e 'l lido frange
nel cuor del tuo Signor cortese e pio,
ché non pianse Memnon tanto l' Aurora
quant' egli Antonio suo sospira e piange,
che morto in terra, ov vive ai piè di Dio,