Verde arbuscel, che d' odor vinci quanti
mandan da lungi gli Arabi, i Sabei,
ben degno d' onorare alti trofei,
e le famose chiome e trionfanti,
quanto a le rose cedono gli acanti,
tanto d' ogn' altro tu più vago sei;
e perdonimi Apollo, e gli altri Dei
ch' amaron piante excelse e verdeggianti:
beato il colle ov' al sol mandi e spieghi
le belle braccia, e col tuo crine adombri
l' erbe più d' altre aventurose e grate;
beata terra ove t' inchini e pieghi,
beata l' aria che d' intorno ingombri:
o felici contrade, e fortunate!