Invittissimo Errico, or ch' a l' ardente
vostra virtù tant' è Fortuna amica,
che quasi un sol che sorga d' oriente
sgombra ogni nebbia che la terra implica,
volgete l' armi e l' animosa mente
ove pur di chiamarvi s' affatica,
con le bellezze sue languide e spente,
Napoli, vostra tributaria antica;
non vi perdete occasion sì bella
or che v' arride il Cielo, or che seconda
e destra avete ogni contraria stella.
sì vedrem poi ne la sua lieta sponda
andar cantando “Errico” ogni donzella,
e rallegrarsi il ciel, la terra e l' onda.