Udrai tu ancora i miei novi lamenti,
reale, sacro, imperioso monte
che con superba et onorata fronte
domi l' orgoglio de' più fieri venti;
udranlo i figli tuoi, ch' alti e correnti,
lasciando a paro il tuo lucido fonte,
scorgon le lor ricchezze altere e conte
per diversi paesi e strane genti;
e le lagrime mie nel puro seno
se 'n porterà il Tesin verso levante
e verso l' Orsa di Calisto il Reno,
e vivrà in questi sassi e 'n queste piante
quel santo nome per cui vivo, e meno
vita la più dogliosa d' ogni amante.