Lieto colle e felice, ove Natura
fra l' opre sue meravigliose e rare
che rendon vaga ognor la terra e 'l mare
a se stessa compiacque oltra misura,
io prego 'l Ciel che i fiori e la verdura,
gl' arbori eletti e l' altre cose care,
e da caldo e da giel voglia guardare
quasi sua propria, anzi sua nobil cura,
acciò che in te, sotto a sì grave pondo
degli onor del suo Re, ch' un nuovo Atlante
parer lo fanno che sostenga 'l Mondo,
rispiri il grande Ippolito, e fra tante
e gravi cure passi il dì giocondo,
e diletto gli dian l' ombre e le piante.