Cacciate, o fanciulletti,
con animosi cori
tanto freddo timor, tanti dolori
che v' ingombrano i petti,
con l' armi de le gioie e de' diletti.
E voi, o verginelle,
la cui tenera mente,
da che si mostra il sol ne l' oriente,
ricoperte le stelle,
sin che raccende in ciel le sue facelle
la notte umida oscura,
semplicitate abbraccia
sì come figlia con le caste braccia,
liete fuor di misura
e tutte piene d' amorosa cura,
or che s' asconde il giorno,
or che vago e giocondo
Espero di lassù vagheggia il mondo
e col gelato corno
fa la candida Luna a noi ritorno,
mille fochi accendete
in queste verdi rive,
e su le fiamme lor lucenti e vive
tutti gli odor spargete
che l' Arabo e 'l Sabeo raccoglie e miete;
e 'ntorno ad ogni foco
in un bel giro accolte,
tutte succinte e con le treccie sciolte,
e l' allegrezza e 'l giuoco
chiamando sì che ne soni ogni loco,
cari balli guidate
isnelle e vezzosette,
e con le voci di pure Angiolette
dolcemente lodate
l' altissimo Signor, la cui pietate
immensa et infinita,
con la potente e forte
mano, ha ritolto a la rabbiosa morte,
ch' aveva già rapita,
la desiata e venerabil vita
di quel vecchio onorato,
saldo e fido sostegno
de la gran mole del Gallico Regno,
sì ch' ancor fortunato
vivrà gli anni del Greco alto e lodato.