Superbo scoglio, che con l' ampia fronte
miri le tempestose onde marine,
che tant' anime chiare e pellegrine
chiudesti nel famoso tuo bel monte:
qui la vaga sorella di Fetonte
spiegando al ciel l' aurato e crespo crine
fece di mille cor dolci rapine
con le bellezze sue celesti e conte;
qui figura cangiar fece e pensero
a mille amanti: o voglia iniqua e ria!
Bosco, tu 'l sai, che lor chiudesti in seno.
Già lieto colle, or monte orrido e fero,
quanto t' invidio, che la Donna mia
indi lieto vagheggi, e 'l mar Tirreno.