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1493–1569

29

Bernardo Tasso

Pastori, ecco l' Aurora, che co' begli occhi, e con l' aurata fronte ogni campagna infiora, e vestita di luce ardente e bella

col suo chiaro splendor vince ogni stella. Né mai da l' orizzonte, qualor render più vago il mondo volle, la vide erboso monte

uscir sì adorna, e col suo puro lume verde ogni riva far, chiaro ogni fiume. Mirate ch' ogni colle discaccia l' ombre, et ogni chiusa valle

d' un umor fresco e molle dimostra, rotto ogni notturno velo, le sue nove bellezze al puro cielo; come per torto calle

volge con le gelate umide corna al suo raggio le spalle la luna, e come per invidia bagna col pianto di rugiada ogni campagna.

Ecco che 'l dì s' adorna al suo apparir di rai lucenti e belli, e gioioso ritorna negli occhi del pianeta almo e fecondo

ad onorar di sue bellezze il mondo. Surgete, o pastorelli, pronti e devoti a salutare il Sole, e i vostri irti capelli

adornando di fior vermigli e gialli, guidate dolci et amorosi balli. Di rose e di viole coronate i novelli e sacri altari,

e con dolci parole cantate il dì che dal superno chiostro portò quant' ha di bello il secol nostro, tal ch' ogni selva impari,

ogni piaggia, ogni colle, ogni pendice, con dolci accenti e cari lodar quel giorno chiaro et onorato, che fece il mondo ricco, e me beato.

In questo dì felice scese dal ciel la candida angioletta, vivo fonte e radice d' ogni vera beltade, e di quel bene

che fa l' ore qua giù liete e serene. Ciò che giova e diletta, ciò che gradisce ogn' anima gentile, portò la pargoletta

seco dal ciel nel virtuoso grembo, chiusa di grazie in un eterno nembo. Ogni lingua, ogni stile canti di questo dì l' altere glorie,

sì che Garona e Tile non l' oda pur, ma quanto gira intorno il biondo Febo di sua luce adorno. E de le sue memorie

si veggin l' orme chiare e gloriose ne le purgate istorie, che con le lor bellezze ornin le carte, come lucide stelle in ciel cosparte.

Io di vermiglie rose ti spargo, o lieto giorno, un vaso pieno, e con voci amorose, dove il tributo porta ozioso e lento

Tanaro al mar col suo corno d' argento, prego che 'l tuo sereno atra notte non turbi d' ora in ora col tenebroso seno,

ma in vece di notturne ombre e d' orrori volin per l' aria i lascivetti amori.

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