Ecco di vaghi fior cinta la fronte,
Diva del terzo ciel madre d' Amore,
t' ergo un altar, e t' ardo arabo odore,
con le voglie del don maggiori e pronte;
e sovra questo verde erboso monte
in bella compagnia ti rendo onore,
poi che 'l mio Coridone, anzi 'l mio core,
tornat' hai di Sebeto al puro fonte:
ecco che fresche rose, o bella Dea,
lieta ti spargo, e con sincero affetto
tesso a l' imagin tua liete corone.
Così, calcando a Pausilippo il petto,
la vezzosa Amarilli alto dicea;
e Coridon chiamava, Coridone.