O splendor vivo degli antichi pregi
che fero un tempo andar l' Italia bella,
or di rea gente e fiera umile ancella,
di più corone altiera e di più fregi,
moglie del maggior Re di tutti i Regi,
del cui valore, a guisa di facella
sotto a ciel scuro e privo d' ogni stella,
lucon le lodi e i fatti alti et egregi,
a voi mi volgo, a voi, ch' altrove un raggio
non veggio di pietà, voi fido segno
date al mio legno disarmato aita:
non consentite in questo essilio indegno
che de la povertà l' ira e l' oltraggio
mi tenga in vile e sì noiosa vita.