O Speron, del mio ingegno unico duce,
che da la strada più fallace e torta
lo stil avete e la mia penna scorta
a quel sentier che l' uomo al Ciel conduce,
son senza voi qual cieco è senza luce,
ch' andar non sa senza la fida scorta,
e se pur move il passo il piè lo porta
in uno abisso ove mai sol non luce,
e qual querul' augel senza compagna,
lungi dal nido e dagli amati figli,
ch' a tutte l' ore si lamenta e lagna.
Consolatemi voi con quei consigli
che dar altrui solete, onde non piagna
e notte e giorno i miei gravosi essigli.