Qual aura tanto amica mi fia, che il suon de l' alte mie querele porti a l' amata mia dolce nimica? Borea, tu che fedele
hai gustato d' amor l' assenzio e 'l fele per la bella Orizia che sospirasti lungamente invano, porta nel grembo tuo la pena mia
ov' or ondoso or piano begna Napoli bella il mare insano; ivi vedrai colei che tiene e terrà sempre in mano il freno
di tutti i tristi o lieti pensier mei, che fa l' aere sereno e di rose e di fior lieto il terreno col lume de' begli occhi,
e con quel viso angelico, che pare ostro su neve che 'n bel colle fiocchi, arde d' amore il mare e rende l' onde sue tranquille e chiare;
frena il tuo volo, e dille: – Madonna, un che per voi piange sì forte e trae dal cor sospiri a mille a mille, che farebbon la morte
mesta e pietosa di sua dura sorte, vi prega, se pietate de la miseria sua vi punge il core, che non vogliate la vostra beltate
quasi tenero fiore con la nebbia del duol render minore; che non vogliate i belli vostr' occhi, a guisa di fontana viva
che co' suoi torti e lucidi ruscelli da monte si deriva e col fresco licor bagna ogni riva, stillare in acqua amara
quand' è stellato il ciel, quand' arde il sole, se v' è la vita sua gradita e cara e se pur, come suole, di tanti suoi martiri ancor vi duole:
che non così per pioggia che scendendo dal ciel stilli la neve il Re de' fiumi altier s' inalza e poggia sì che 'n un' ora breve
del suo turbido flutto ogni fior beve, come per pioggia cresce dal vostro duolo il gorgo alto e profondo del suo, tal che di lui se non v' incresce,
sommergerà nel fondo del suo martir che non ha pari al mondo; perché qual lungamente non può un narcisso che ricopra il gelo,
senza i raggi veder del sol lucente, regger dritto il suo stelo né dispiegar le sue bellezze al cielo, tal non puote la vita,
cinta dal ghiaccio del dolor mortale, lungi da voi, ond' ella spera aita, regger a tanto male lo spirto infermo e la sua carne frale.–
Ma, lasso, a chi parl' io? Borea crudel, tu pigli altro sentiero e disprezzi ridendo il dolor mio: io priego Amor, che fiero
percuota il cor di piombo vile e nero de la tua Donna, in guisa che come damma suol veltro mordace, che del bosco la via l' abbia precisa,
fuggir presta e fugace, così ti fugga e non ti dia mai pace.
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