Se quel dolce pensier, ch' ad ora ad ora
mi depinge le bianche e fresche brine,
e le purpuree rose mattutine,
che beltà di sua mano orna e colora,
non consolasse il cor, che d' ora in ora
attende de' suoi dì l' ultimo fine,
de le lunghe amorose mie ruine
sarei morendo già gran tempo fuora:
ma quei del mio martir fatto pietoso,
ovunque volgo il piede, ovunqu' io miro,
l' imagine mi mostra del bel viso;
in cui mirando ognora intento e fiso
in questo exilio mio grave e noioso,
mal grado di Fortuna io pur respiro.