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1493–1569

22

Bernardo Tasso

Mentre Austro et Aquilone pieni d' antico sdegno conturban di Nettunno il vasto Regno, e l' armato Orione

con la spada funesta dal Cielo lo minaccia e lo molesta, nocchier saggio et accorto, per non perder la nave

di ricche e preciose merci grave, le vele in queto porto chiude, e da lungi mira del superbo Ocean l' orgoglio e l' ira,

e questa barca e quella, travagliata da l' onde, senza vela e timon dar da le sponde a l' orribil procella

le merci, onde il mar pieno nasconde ad or ad or l' ondoso seno: e qual cedendo al verno dopo molte fatiche

in preda darsi a l' acque empie e nimiche con un naufragio eterno, qual, rotto arbori e sarte, sospinta andar in qualche strana parte,

onde si veggion molti già tuffati nel fondo urna farsi del mare alto e profondo, dai mostri orridi accolti,

e pochi andando a nuoto stanchi al lido arrivar caro e remoto; ma come in occidente vede che 'l biondo Apollo

il giogo a' suoi destrier tragge dal collo tutto chiaro e lucente, né più l' empie querele sente del mar, fa in alto alzar le vele,

e poi che 'l vago volto da nulla macchia offeso, anzi dal lume del fratello acceso, ha Cinzia al mondo occolto,

con un festoso grido salutando il terren lascia il bel lido, e va lieto e felice col mattutino raggio

senza nullo timore al suo viaggio, mentre solcar gli lice il mar, mentre che giace senz' onda, et han fra loro i venti pace.

Così, Vittoria, voi, mentre ch' oscura e bruna tempesta di maligna aspra fortuna degli accidenti suoi

inalza l' acque irate, nel porto del vostr' animo vi state, nel porto ognor securo da terrene tempeste

ch' affetto alcun mortal commova o deste, porto tranquillo e puro, che sempre uguale e piano aura non move di pensier mondano,

e da lungi vedete, senza alcuna temenza, con quella vostra giovenil prudenza come turbi e 'nquiete

col vento de' desiri fortuna il golfo de' nostri martiri, e come a molti ancora affonde il legno frale

flutto di noia o di piacer mortale, e che pochi dolc' ôra di virtù ardente e viva sospinge e porta a la bramata riva.

State secura e queta in questo porto sorta, e con la fune da ragione attorta a questa riva lieta

legate pur la barca de' vostri alti desii gravosa e carca, ch' io veggio il chiaro sole de la gran virtù vostra,

che con mille be' raggi a noi si mostra, disgombrar, come suole l' alba l' ombre al mattino, ogn' atra nebbia di fiero destino;

e mi par di sentire nel nobil Vaticano lieto cantar il gran popol Romano, pien di caldo desire,

per eterna memoria gli onor de la seconda alta Vittoria.

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