Lasso, ch' ovunque i lumi
volgo pien di desio,
un lagrimoso rio
verso dagli occhi, anzi pur larghi fiumi,
né veggio o sento cosa
che non sia al mesto cor grave e noiosa:
questo Sole, che pria
sì chiaro e sì lucente
uscia da l' oriente,
or per l' assenzia de la Donna mia,
di tenebre vestito,
pallido si dimostra e scolorito.
O scontenti occhi miei,
che più vedrete omai
che di perpetui lai
non vi porti cagion, poi che colei
ch' era il vostro diletto
altrove ha volto il grazioso aspetto?
O padre Lico, o Lico,
ché tardi, ché non sorgi?
Misero, non t' accorgi
che sei già fatto povero e mendico,
poi che quelle bellezze
ch' erano il tuo tesor, le tue ricchezze,
destino empio e rapace,
per arricchir la bella
e felice Mosella,
t' ha tolto? Ah destin rio, destin predace,
tu te 'n porti il mio bene,
e me lasci infelice in tante pene.