Sacro arbuscel, che 'l caro amato nome
serbi di lei che nel mio canto onoro,
degno non men che sia 'l pregiato alloro
d' esser corona a le ben dotte chiome,
troppo agli omeri miei son gravi some
tue vere lodi, e troppo alto lavoro
da la mia lima, ond' io mi discoloro,
che vorrei pur lodarti, e non so come.
Ben prego il sol che se nebbia t' amanta
scopra in te i raggi, e sì ti privilegi
ch' ogn' altro invidi il tuo stato gentile:
e poi che darti più famosi pregi
non pò questo mio incolto e basso stile,
almen t' inchino come cosa santa.