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1493–1569

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Bernardo Tasso

Versi con l' urna d' or più de l' usato il Tebro l' onda sua torbida e scura, e 'l Re de' fiumi altiero oltra misura si mostri di dolor grave e turbato;

scuota le spalle l' Appennino irato tal che ne tremi intorno ogni pianura, poi che colei che i più bei spirti fura di sì raro intelletto ha noi privato.

Pianse il mondo con lagrime di duolo il tuo da noi partire; il Cielo allegro vestì di luce inusitata il Polo; e Poesia con benda oscura e negra

gridò. – Molza, ove vai? dov' alzi il volo? e lasci me col core infermo et egro? –

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