A te pur torno, di vergogna il volto
tinto, e di fredda tema, alto Monarca;
con l' alma de l' antiche colpe carca,
e col cor da' pensier mondani involto:
deh, non voler ch' al senso folle e stolto
rimanga in preda, e non mi sia sì parca
la tua pietà, col cui valor si varca
a stato d' ogni error libero e sciolto.
Fu la voglia a peccar leggiera e pronta;
a pentir l' alma; or tua mercé sia tale,
che l' opra arrivi ove 'l pentir non pote:
lo spirto è pronto, ma la carne è frale,
e Febo già con l' enfiammate rote
a mezzo 'l giorno mio ratto sormonta.