Ben mi credea de la trilustre oscura
prigion d' amor ov' io languisco ognora
con l' ali de l' ingegno alzarmi fuora,
aria trattando più tranquilla e pura;
ma quella dispietata mia ventura,
che meco nacque, e non mi lascia un' ora,
fa sì forte il desio, ch' ad ora ad ora
mal mio grado a ragion mi toglie e fura:
e se benigno ciel mosso a pietate
del mio lungo languire omai non muta
il pianto in riso, il mio martire in gioco,
e disdegno e saver mi varrà poco,
ch' io piagnerò la cara libertate
cogli occhi chiusi, e con la lingua muta.