Skip to content
1493–1569

18

Bernardo Tasso

Lelio, qui dove il sole con l' obliquo suo raggio né d' april dé di maggio fa, come altrove suole,

dilettoso il terreno a mille varii fiori aprire il seno, ove l' orrido verno tiene il nevoso regno

e pien d' ira e di sdegno si fa di Flora scherno, ov' Aquilone irato copre di gelo ogni monte, ogni prato,

ove il ghiaccio aspro e duro pon freno ai fiumi vaghi, e i freddi stagni e i laghi nascondeno il suo puro

fondo, qui dove il cielo si veste ognor di tenebroso velo, fra queste strane genti, dove virtù et onore

qual fuor del suo licore pesci smarriti e spenti stan, per lungo camino m' ha scorto il mio infelice, empio destino.

Qui, misero, qui vivo, se chiamar si può vita questa, lasso, che invita l' uomo di gioia privo

in dolorose tempre a sospirar, a lagrimar mai sempre; e se talor mi volto in quella parte bella

u' la mia fida stella con rugiadoso volto mi chiama da lontano e mi sospira lungamente invano,

prendo tanto conforto da quel cielo amoroso ch' ogni stato noioso pongo in oblio; ma corto

è quel diletto e frale, poi che lontano è il ben, presente il male. O patria illustre, o madre d' Imperadori e Regi,

che co' lor fatti egregi rendono oscure et adre tutte l' opre onorate de l' anime più chiare e più lodate,

o patria illustre, o albergo di quanto ben ci mostra questa terrena chiostra, a te m' inalzo et ergo,

e t' onoro et essalto quanto le rime mie posson gir alto. Felice voi, felice tre volte e più, che il giorno

in sì lieto soggiorno passate, ove non lice veder ciò che non sia tutto pien di virtù, di leggiadria:

voi solingo talora, toltovi al volgo ignaro, con l' alte Muse a paro dove Zefiro e Flora

spargon le lor ricchezze cantate le divine alme bellezze di quella che prescrive i chiari giorni vostri;

talora con gli inchiostri purgati per le rive vergate d' un bel rio carte secure da l' eterno oblio.

Oh, se benigna sorte m' apre da l' oriente quel dì chiaro e lucente ch' al bel desio mi porte,

chi più di me contento spargerà voci d' allegrezza al vento? Nocchiero accorto e saggio ch' ha guardata la nave

da tempesta atra e grave, giunto al fin del viaggio appende su le sponde l' umide vesti al Dio de le sals' onde;

io gli sproni e 'l cappello, qual stanco pellegrino che da lungo camino venga, ad un ramuscello

d' un pino e d' un abete vo' sacrar a la Dea de la quiete; indi gioioso e lieto, ne l' onorato monte

ch' orna la bella fronte del gran Salerno, queto mirar or ne le chiare onde scherzar gli ispidi Dei del mare,

e Dori e Galatea, di perle e di coralli cinte, amorosi balli guidar con Panopea,

et arder co' sospiri l' acque nel foco de' lor bei desiri, e i lascivi Tritoni talor andar guizzando,

desiosi cercando i più preziosi doni per coronarne il crine de le lor Ninfe vaghe e pellegrine;

talor con la vezzosa mia pastorella e lieta, quando il sovran Pianeta rende vaga ogni cosa

e col raggio fecondo orna di varie sue bellezze il mondo, ne' mattuti albori, mentre i soavi augelli

sopra i verdi arbuscelli che spiran mille odori salutan lieti il die, dolcemente cantar le pene mie,

e fra il canto, a le rose de la purpurea bocca, onde Amor vibra e scocca le sue gioie più ascose,

involar dolci baci e far con lor garrendo e guerre e paci; or con le Muse amiche, che stan meco sovente,

cantar lieto e ridente l' onorate fatiche del mio Signor gentile con colto, vago e dilettoso stile.

O dì chiaro, io ti sacro questa penna, e se mai a me lieto verrai, ti farò un simulacro

ne le vivaci carte, u' fian le glorie tue pinte e cosparte, sì che mill' anni e poi le genti che verranno

come al più bel de l' anno alzin gli onori tuoi ricchi e festosi altari, e vivi ognor fra' più famosi e chiari.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
18 · Bernardo Tasso · Poetry Cove