Quanta a mill' altre stelle alme e lucenti
luce diede e splendor, per far più adorno,
per far più vago e lieto il suo soggiorno,
colui che tempra il cielo e gli elementi,
tanta luce e splendor, tanti ornamenti
diede a voi sola, il fortunato giorno
che sgombrando le nebbie d' ogni intorno
portaste il lume a queste basse genti:
però, fatale e mia terrena stella,
s' io volgo spesso gli occhi ove voi sete,
vago mirando voi farmi beato,
voi stessa del mio fallo incolperete:
che perch' io giri il mondo in ogni lato,
non so trovar di voi cosa più bella.