Opra a tua voglia pur saette e strali,
avara, invida morte, e mieti acerba
il frutto di molt' anni ancor in erba,
per lungo e grave danno de' mortali,
che cotanta virtù, bellezze tali
d' aver uccise non andrai superba.
Ma qual di questa impresa a te si serba
loda, o cagion di tutti i nostri mali?
Tu di così bel fior la terra hai priva,
che s' al frutto giungeva, avrebbe mille
cose produtte gloriose e belle,
ma spenger non potrai l' alte faville
de la sua gloria: ingrata, abbiti quelle
spoglie terrene, ch' ella in Cielo è viva.