Allor che morte i duo begli occhi ascose
che chiudevan del Ciel tutto il tesoro,
i rubini, le perle, e l' ostro, e l' oro,
e tant' altre leggiadre e care cose,
rotto l' arco e gli strali Amor depose,
la face ch' accendea nel lume loro
spense, si svelse il crin biondo e decoro,
e ne la basa sua funebre il pose,
e sovra il volto, ch' un bel fior parea
da verginella mano allor reciso,
lagrimando facea dolce armonia.
Onestà, ch' era seco in compagnia,
le stava a canto, e le baciava il viso,
gridando: – Ahi Parca dispietata e rea! –