Lasso, qual vento di diletto umano
la nebbia sgombrerà de' dolor miei
dal cor già fatto per la doglia insano,
e da quest' occhi lagrimosi e rei?
Chi 'l mar mi renderà tranquillo e piano
de l' ondose mie noie, se colei
ch' io chiamo ognora e ch' io sospiro invano
ogni diletto mio portò con lei?
Già cittadina del celeste regno
è fatta quella che mi fea contento
con l' aere dolce del bel volto santo,
talché ciò che qui veggio e ciò ch' io sento
mi sembra oscuro, e pien d' ira e di sdegno,
e novella cagion mi dà di pianto.