Vuota quell' urna omai esser devrebbe
che 'l duro mio martir versa di pianto,
dapoi che spense quel bel volto santo
morte, che 'l nostro ben forsi a sdegn' ebbe;
ma per continua pioggia unqua non crebbe,
dal ciel caduta, tanto Ismeno o Xanto,
quant' in me umor per rea cagion, né quanto
quell' empio duol, di che a ciascun ne 'ncrebbe:
sembra il mio core inessicabil rio,
onde da monte alpestre si deriva
acqua calda et amara e notte e giorno;
né seccarà finché non fo ritorno
a riveder colei che nel Ciel viva
me piange morto, e per me prega Iddio.