Troppo hai per tempo, Morte, a noi ritolto
quel specchio di onestate e di bellezza,
ch' empieva di splendore e di vaghezza
il mondo oscuro, e di tenebre involto;
ricoperto hai di terra entro un bel volto
grazia, altera umiltate e gentilezza,
e quanto di più raro oggi s' apprezza
con la rapace man seco hai sepolto;
per adornarne il Cielo, ove or risplende
fra gli Angeli più belli, a Dio gradita,
hai di tanto tesor la terra priva:
chi sarà omai che 'l mio gran danno emende,
sì ch' a me morte, a lei non brami vita?
Ahi, di gentil pietate ignuda e priva!