Sovente verso il Ciel alzo il pensiero,
in questa oscura e torbida tempesta,
che la barchetta mia così molesta
con l' onda del mio pianto acerbo e fero,
che già senza timon, senza nocchiero,
va trasportata in quella parte e 'n questa
dal vento del martir ch' ognor la infesta,
tal che di pigliar porto omai non spero,
vago di riveder l' amata luce
de la mia donna, in Ciel fatta una stella,
che mi mostri il camin fallace e torto:
e la veggio talor candida e bella,
quasi raggio di sol ch' esca da l' orto,
ma tosto a me si cela, ad altri luce.