De, perché di seguirti a me non lice
da questo basso e tenebroso inferno
a quel lucente Regno alto et eterno,
se teco vissi un tempo, alma felice?
Non ha 'l Tebro o 'l Tirren sponda o pendice
ove non sfoghi il mio martire interno,
il mondo e più me stesso avendo a scherno
senza te, del mio ben sola radice:
crescono umidi i fior del pianto mio
per queste piaggie, e 'l suon del mio lamento
alternan spesso gli augelletti gai;
ma tu del mio penar pietà non hai,
ché scenderesti qui per far contento
almen la notte in sogno il desir mio.