Occhi dolenti, che di stille amare
ovunque preme il piede erbetta o fiore
fate molle il terreno, il vostro errore
meco piangendo, e l' empio vaneggiare,
verrà ancor forse che le luci chiare
che mi crear nel cor desio d' onore,
con umor di pietate il nostro ardore
bagnando, fien men di lor vista avare;
e forse ancor dopo sì lunga fame
in quelle vaghe luci alme e beate
esca daremo a queste voglie oneste.
Ecco l' aria ove pria quelle vedeste,
che non fia mai ch' io non adori et ame,
sin ch' avrà stelle il ciel, fiori la state.