O bella, o saggia, o casta, o d' ogni onore
che più s' apprezza qui ricca et altiera,
deh, perché sì fugace e sì leggiera
te ne volasti al tuo primiero Amore,
me qui lasciando in tenebroso errore,
come augellin, che da mattino a sera
in secco ramo la cara mogliera
piagne, sospira, e di ciò ciba il core?
Tu su nel Ciel a Dio cara e gradita,
ove mai non si piange o si sospira,
di gioie eterne ti nutrichi e sazii:
mentre fra l' altre ti deporti e spazii
anime sante, china gli occhi e mira
piangerti in morte quel che t' amò in vita.