Oimè, quegli occhi belli, onde piovea
dolce grazia e virtute a tutte l' ore,
con la cui chiara e nobil fiamma Amore
di leggiadri desii l' alme accendea,
oimè, quel viso, ove suo seggio avea
Bellezza e Castità, donde l' onore
discopria sfavillando il suo splendore,
spent' ha la Parca dispietata e rea,
anzi ritolto a questo mondo, indegno
di posseder tanta virtute unita
quant' orna il ciel, non pur la terra e l' onde:
or ben m' avveggio che l' umana vita
è polve e fumo, e quasi sol, che a sdegno
avendo il nostro dì, tosto s' asconde.